insieme ai capelli di neve che tiene il monte sul capo gridano con l'anatre in volo radente il canneto e intanto vedi le viole scure nella crepa del muro ancora profumate di gocce.
nell'oggi della superbia che ci distrugge il futuro?
In fondo non siamo che terra creta crepata dal tempo polvere che drizza la testa.
Ci vuole umile lingua occorre chinarsi all'ascolto sentire il soffio di vita capire quanto sia corto e forse dal cuore ritorna a scaturir lo zampillo la musicale parola che Dio ringrazia ed implora.
ritornano i paesi nel grigio da quaresima di marzo e si consuma nello sferragliare ronzando il tempo sulle due rotaie nel mentre sogno di lago le trasparenze che amo serene dopo le piogge della mezza stagione con le vele spiegate al vento dell'emozione.